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Curiosità web generali

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Era un po' che aspettavo questo momento... - Selvaggia Lucarelli. Yotobi: L'alternativa a Netflix, verso l'infinito e oltre. Già presente in Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia, Netflix (la piattaforma di streaming legale più famosa al mondo) ha annunciato che nella sua espansione in Europa non è contemplata l'Italia. Ma perché? A dare una sua interpretazione è Yotobi, che nell'ultimo video ha sondato le possibili cause, non senza una buona dose di cinismo e rabbia.

Secondo lo youtuber, Netflix non avrebbe incluso l'Italia perché Rai e Mediaset, detentrici del mercato italiano, si sarebbero opposte: proponendo un'alternativa a Netflix che Yotobi recensisce per gli utenti. Si chiama Infinity (anche se nel video viene chiamata "infrizzy") e vorrebbe essere una sorta di Netflix italiano. Ma, al contrario di Netflix che propone migliaia di film anche molto recenti, vanta una raccolta molto limitata: "Ci sono (quasi) tutti i film di Totò, (quasi) tutti i film di Alberto Sordi, e pochissimi film di Fantozzi", dice Yotobi nel video. Google.com è insicuro secondo... Google! Le cosiddette applicazioni dedicate sul web-of-trust, ovvero quelle in grado di prelevare informazioni di vario tipo dalla rete e segnalare in tempo reale all’utente eventuali siti pericolosi, aiutano – e non poco – anche i meno esperti a districarsi tra la jungla dei pericoli della rete.

Una delle fonti da cui alcune di queste app attingono informazioni è la funzionalità di Navigazione Sicura di Google che, tramite il sito web, le API e l’analisi continua della rete “indicizzata” dalla stessa Google, può segnalare quali sono i siti sicuri, quelli parzialmente pericolosi e quelli estremamente pericolosi, con un piccolo margine d’errore.

Un margine d’errore che c’è e fa sorridere quando Navigazione Sicura di Google definisce “Parzialmente pericoloso” il sito web… Google.com! Basta infatti dare un’occhiata alla pagina di analisi per rendersene conto: Alcune pagine del sito google.com hanno contenuti ingannevoli al momento. …così come siti contenenti malware possono contenere link a Google.com. Am I addicted to the internet? Maybe, but so what? Every so often, a new study comes out that says people are “addicted” to the internet, or to digital tools, or social media — describing their anguish when cut off from these services in the same way that smokers or alcoholics react when prevented from smoking or drinking. The latest is research from a UK survey company that asked 1,000 respondents to go without internet access for 24 hours, and found that more than half of those surveyed were “upset.”

But is this really that surprising? Surely by now it’s become obvious that internet access and all it brings with it is a core function of modern life, like the telephone or the automobile. Talking about it in terms of “addiction” misses the point. The chief executive of the agency was quoted as saying: Online and digital technology is increasingly pervasive. This might have been an interesting insight in 1998, when consumer use of the internet was only just starting to become commonplace, and broadband connections were rare. Internet 2012 in numbers. Posted in Tech blog on January 16th, 2013 by Pingdom There is so much happening on the Internet during a year that it’s impossible to capture it all in a blog post, but we’re going to give it a shot anyway.

How many emails were sent during 2012? How many domains are there? What’s the most popular web browser? How many Internet users are there? These are some of the questions we’ll answer for you. To bring you these answers, we’ve gone to the ends of the web – wherever that is – and back again, and compiled a list of truly fascinating facts about the year that was. Email Web pages, websites, and web hosting Web servers -6.7% – Decline in the number of Apache websites in 2012.32.4% – Growth in the number of IIS websites in 2012.36.4% – Growth in the number of NGINX websites in 2012.15.9% – Growth in the number of Google websites in 2012.

Domain names Internet users Social media Web browsers Search Mobile Video Images. Geek. Friends & links W0W0W0W. Domini, registrazione domini, hosting, server - Register.it. Blog: Domainlab: il blog sui domini e il marketing online – BlogItalia. Payleven apre i pagamenti elettronici anche agli utenti privati. Da oggi, la tecnologia Chip & PIN firmata payleven che trasforma smartphone e tablet in POS portatili, è disponibile per tutti i privati; il dispositivo è disponibile quindi per qualsiasi utilizzo ed esigenza , senza il vincolo della partita IVA. Con il lancio di Chip & Pin per i singoli individui, payleven riduce il suo prezzo eliminando la quota fissa a transazione di 0,19€ e introduce un processo di registrazione più veloce e semplice basato su un contratto elettronico.

Diversamente dalla maggior parte dei tradizionali fornitori di POS, che rifiutano di avere i privati come clienti e accettano solo business, payleven offre una soluzione semplice e sicura per tutti: privati, aziende e partite IVA. Inoltre per agevolare i clienti, è disponibile un nuovo sistema di registrazione al servizio incredibilmente avanzato: il controllo dell’identità dell’utente (necessario per legge) ora avviene in modo automatico. I prezzi si basano esclusivamente su una commissione di 2,75%. Accesso negato su cartella programmi su Win XP SP3 - Windows XP Community - XPHeads. Nuovi domini: l’ICANN apre un database. Marco Viviani, Si chiama Trademark Clearinghouse e rappresenta un altro passo verso i nuovi domini di primi livello con estensioni legate a nomi e marchi. L’ICANN, che da quasi un anno ha ricevuto e resa nota la prima infornata di richieste per i gTLD, sta lavorando all’implementazione.

La clearing house è un repository centrale dei marchi convalidati. L’obiettivo è ridurre al minimo le controversie. Obiettivo non facile, naturalmente, considerando gli enormi interessi in gioco. Si può affermare che il database fa parte del pacchetto compreso nel prezzo pagato dai titolari delle richieste: la registrazione comporta un costo annuale tra i 95 e i 150 dollari a seconda del numero di marchi presentati e il loro periodo di iscrizione.

Per questo è rivolto ai marchi registrati non generici, bensì, appunto, trademark, depositati, prestando attenzione a eventuali giochi di parole nella parte sinistra del dominio. Commenta e partecipa alle discussioni. Fadi Chehadé, presidente Icann: "Come governare Internet in modo paritario" PMI: l'aggiornamento quotidiano sull'It, l'Ict e l'innovazione tecnologica per gli imprenditori e i manager delle Pmi italiane. Come viene usato internet nel mondo? Una ricerca dai numeri impressionanti: 46 paesi rilevati, ottenendo un database pari a 50.000 interviste che corrisponde all’88% della popolazione mondiale. Sono i dati dello studio di TNS, di cui una parte dei risultati possono essere visti sul sito appositamente progettato per la comunicazione dei dati: Discover Digital Life.

La ricerca è la più grande del suo genere ed ha ottenuto una serie di risultati che da una parte confermano trend già identificati da altri studi (magari meno imponenti), dall’altro invece ha rilevato delle tendenze relativamente nuove. Alcuni dei risultati sono stati i seguenti: A livello globale, internet è il primo media channel per coloro che accedono alla rete: Il 61% degli utenti mondiali, lo utilizza giornalmente, contro un 54% che usa la TV, 36% la Radio, 32% la Stampa. La ricerca di per sè è molto interessante, così come lo è il sito interattivo dal quale scaricare alcune slide rappresentative dei risultati della ricerca. News sui servizi Web. Internet, attualità. Curiositá e news, generali ATTUALITA' La Commissione UE per il mercato interno spinge sullo standard micro-USB su SaggiaMente - Cyberfox. Pubblicato il 29/09/2013 alle 12:24 La Commissione UE per il mercato interno ha approvato all'unanimità una proposta di legge (e che dovrà pertanto passare dal vaglio del parlamento europeo per una sua bocciatura o una sua conversione in direttiva o regolamento) per obbligare i produttori di cellulari e tablet a integrare il connettore micro-USB nei loro dispositivi per la ricarica della batteria.

Per quanto riguarda Apple, credo che continuerà a utilizzare Lighting sui suoi dispositivi e a vendere il proprio adattatore micro-USB, aggirando così la problematica. Una guru della postura nella Silicon Valley: il suo metodo sconfigge il mal di schiena. Esther Gokhale ha aperto un centro a metà tra una palestra yoga e un salone di bellezza e ha scritto un manuale campione di incassi. I manager della net economy la adorano e parlano di effetti miracolosi. E ora le principali università studiano la sua tecnica dal nostro inviato MASSIMO VINCENZIGoogle, Facebook, Yahoo, Oracle, Drudge Report hanno una cosa in comune ma non è Internet, o meglio va oltre a Internet.

La maggior parte dei loro manager va dallo stesso specialista per guarire quella che, qui, si chiama la "sindrome della Silicon Valley", ovvero il mal di schiena. Nell'era dei computer, nella culla del web, infatti è diventato un problema così diffuso da prendere il nome dalla valle supertecnologica. Per lei, i suoi famosi clienti spendono parole piene di aggettivi e ringraziamenti ai confini dell'adorazione: "Il mio incubo è finito.

Tra un po', se saranno fortunati, li incontrerò da Esther.