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Tecniche Performative delle Arti Visive

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IL VUOTO. Il concetto di vuoto è cambiato profondamente nel corso del tempo: per Aristotele, ad esempio, il vuoto non esisteva affatto. "La natura - egli diceva - aborre il vuoto". Il filosofo greco era giunto a questa conclusione dopo aver osservato che quando da un luogo veniva tolta tutta la materia, producendo appunto il vuoto, immediatamente nuova materia vi si precipitava a colmarlo; per Aristotele quindi la materia doveva essere ovunque. Ancora oggi, nella pratica di tutti i giorni, definiamo il vuoto come il nulla. Se ad esempio un bicchiere contiene solo aria diciamo che è vuoto, pur sapendo che l'affermazione non è corretta, perché l'aria è materia anch'essa, seppure molto poco densa. Questa, come abbiamo detto, sosteneva che il vuoto non poteva esistere e che ovunque si fosse tentato di crearlo, immediatamente quel luogo sarebbe stato invaso dalla materia.

Questa incredibile proprietà del vuoto scaturisce dalla combinazione della meccanica quantistica con la relatività di Einstein. Fine. A Border Billboard Framing The Sky – iGNANT.de. Bianco su bianco, le forme invisibili dell’arte. Bianco. Un non-colore. Ma anche l’insieme di tutti i colori possibili. Bianco per schiarire, bianco per lumeggiare, bianco per tracciare sul nero. E bianco su bianco? Che senso ha fare qualcosa che abbia lo stesso colore di ciò che ha intorno? Come potrà delinearsi una forma o una figura se si confonde con lo sfondo? “Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto”, ci spiega allora Kandinsky. “L’uomo non si volta neppure. E questo è Plasson, il pittore di Oceano Mare di cui narra Baricco. Il bianco, dunque, può raccontare storie di silenzi, di nascondimenti, di sottrazioni progressive fino alla soglia del nulla. Correva l’anno 1918 quando Kazimir Malevic, pittore russo fondatore del Suprematismo, realizzò una tela impensabile.

È come se avesse voluto delimitare un luogo mentale, astratto perché quadrato, un non-oggetto, ma non per questo meno possibile. Guardate quante gradazioni di colore siamo capaci di definire bianco! C’è ancora meno sulle tele di Robert Ryman.

Massimo Bartolini

Eliseo Mattiacci. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Eliseo Mattiacci (Cagli, 13 novembre 1940) è un artista italiano. Biografia[modifica | modifica wikitesto] Dopo gli studi all'Istituto Statale d'Arte Gaetano Lapis di Cagli si diploma nel 1959 all'Istituto di Belle Arti di Pesaro e nel 1961 realizza la sua prima mostra: una collettiva dedicata ai giovani artisti dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma in occasione della quale si aggiudica il primo premio con l'opera Uomo meccanico realizzata in metallo con materiali di recupero assemblati. Dal 1964 l'artista si trasferisce a Roma, dove frequenta l'ambiente culturale della capitale, in quegli anni in pieno fermento. L'indagine sull'essere fisico e sul concetto di esistenza ed identità, con forti connotazioni antropologiche, diviene sempre più urgente e protagonista in questi anni, tanto che il corpo dell'artista si rende fulcro della sua produzione.

Mostre personali[modifica | modifica wikitesto] Galleria La Tartaruga, Roma Galleria “L'Attico” Roma.

Ettore Spalletti

John Cage. Maurizio Mochetti. NOEMA > SPECIALS > MAX NEUHAUS: INTRODUZIONE ALLE INSTALLAZIONI SONORE. Place works: times square A tale proposito, possiamo vedere più da vicino un'opera a nostro avviso molto esplicativa (figura 1). Si tratta di un lavoro installato nel 1977 e funzionante fino al 1992 presso Time Square a New York. L'opera è situata in un'isola pedonale nel triangolo formato dall'intersezione di Brodway con la Settima Avenue, tra la Quarantaseiesima e la Quarantacinquesima Strada. L'ambiente uditivo è quello caotico e trafficato, di un luogo che per la sua centralità può essere definito l'ombelico del mondo. Si tratta quindi di un'opera che si fonda esplicitamente sul rapporto tra l'ambiente sonoro esistente, ed un oggetto sonoro inserito artificialmente in esso che crea un effetto di straniamento dovuto allo stridere delle due ambientazioni. È quindi importante chiarire quale sia l'istanza che porta Neuhaus a fare del suono ambientale, intervenendo su di esso con la pratica dell'installazione, la sua primaria necessità poetica.

Top Disegnare ad orecchio. Brian Eno - Ambient 1: Music For Airports (6 Hour Time-stretched Version) [FULL ALBUM] Livelli – Memory of the empty spaces | Mostre | White Noise Gallery. La ricerca di Mar Hernández parte fotografando luoghi abbandonati, lasciati in stand-by come contenitori inerti di un tempo sospeso, e si completa sovrapponendo su di essi strati di una memoria alternativa.

La poetica di Mar riguarda il recupero dell’identità, dove gli spazi sono testimoni impressionabili delle trasformazioni, sia storiche che umane, e finiscono per conservare una traccia di quello che hanno custodito. Come in una ricerca genealogica degli spazi vuoti, rigenera la vita attraverso l’incisione e il disegno, facendo emergere gli arredi reali o immaginari in una sovrapposizione di livelli, in cui il passaggio del tempo appare inesorabilmente visibile.

E’ una personale archeologia contemporanea quella generata da Mar Hernández, in cui il reale si sovrappone al realistico, salotti vittoriani all’interno di fabbriche si alternano a paesaggi domestici fra le rovine, quinte teatrali in un costante bilico tra la volontà di conservare le origini e la creazione di nuove tracce. Livelli – memory of the empty spaces | Project | White Noise Gallery. Quando l’arte è invisibile. Scritto da Tiziana Andina | giovedì, 7 giugno 2012 · 2 Le Vide di Yves Klein - 1958 Dov’è la stranezza della mostra londinese? In un dettaglio molto semplice. Pensavate che per comprendere l’arte fosse necessario servirsi di occhi per vedere e di orecchi per ascoltare? Magari qualche volta anche di mani per sfiorare la materia? Niente di più sbagliato, almeno stando al curatore. Tom Friedman - 1.000 Hours of Staring Parrà strano, ma l’arte è sempre stata e sempre sarà la stessa cosa, anche se i rivolgimenti delle avanguardie e l’arte contemporanea ci hanno costretto a ripensare la sua identità in chiave filosofica e ontologica.

Gianni Motti - Ink drawings L’idea del curatore londinese, a ben guardare, non così originale: nel 1958 Yves Klein ne Il vuoto aveva avuto una intuizione simile. Teresa Margolles - Plancha - 2010 - veduta dell’allestimento presso Museion, Bolzano 2011 - courtesy l’artista - photo Othmar Seehauser Tiziana Andina labont.it/dialoghi-di-estetica-ii-che-cose-unopera-darte. Costanza Giongo il neon nellarte. Assènza in Vocabolario. Assènza Vocabolario on line assènza s. f. [dal lat. absentia]. – a. B. 2. 3. Silenzio. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. In senso figurato, può indicare l'astensione dalla parola o dal dialogo.

Ritualità[modifica | modifica wikitesto] Viene considerato una forma di rispetto collettivo l'osservare alcuni minuti di silenzio e raccoglimento durante la commemorazione di persone defunte. Questa pratica, presente in tutti gli aspetti della vita sociale, assume un particolare valore e importanza in campo militare. In senso lato si può intendere anche come l'insieme di gesti e comportamenti sociali attuati in alcune circostanze. Legge[modifica | modifica wikitesto] Religione[modifica | modifica wikitesto] La pratica del silenzio (inteso non solo come astensione dalla parola, ma anche come tentativo per ridurre la quantità di pensieri, placare l'attività frenetica della mente e trovare così il silenzio interiore) viene considerato una forma di disciplina spirituale presso alcune forme di religione e spiritualità. Comunicazione[modifica | modifica wikitesto] Intervista sulla Musica in-Assenza. Articolo tratto dalla rivista musicale Lorien; pag.I-IV, Maggio 1994 " ... il mio orecchio si pone immediatamente in un piano di ascolto vuoto.

Tutto il resto è eliminato, ma non solo: io non sento neanche il mio suono. In me avviene un processo di eliminazione di ogni elemento sensoriale per la comprensione su un altro livello più complesso che è vuoto ... totalmente vuoto, è il nulla vuoto, il nulla dell'Assenza. Ricordo che circa quattro anni fa andai a sentire Radu Lupu al Conservatorio. E' un piovoso pomeriggio d'aprile quando ci rechiamo al Centro Studi dove, da anni, Paolo Ferrari dirige le ricerche tese a sondare un nuovo livello di pensiero: l'Assenza. Dottor Ferrari, in due parole, che cos'è l'Assenza? "L'Assenza è un'attività nuova del pensiero. Quindi la musica dell'Assenza ha anche un fine terapeutico oltre a quello artistico? "No, direi proprio di no.

Questa componente "astratta" della sua musica comporterà quindi delle difficoltà tecniche ... "Sì e no. Il rumore della mancanza e il silenzio dell'assenza | Third Life. Il rumore della mancanza e il silenzio dell’assenza Quanto ci rendiamo conto nella vita quotidiana delle assenze? Spesso pensiamo a ciò che manca, come se fosse assente, ma le assenze non sono mancanze. L’assenza è qualcosa di diverso rispetto alla mancanza. Quando una persona muore si usa dire “è mancata” non “è assente”. L’assenza è una sospensione dell’esistenza, mentre la mancanza è l’eliminazione dell’ esistenza. Sono stata assente da questo blog per un po’ di tempo, ma non mancante. Un blog è fatto di parole, ma può essere anche fatto di silenzi, specialmente quando ciò che si desidera esprimere, è meglio rappresentato dall’assenza?

L’esistenza degli uomini e delle donne, però, è costellata di assenze e di silenzi, perché non costellarne anche il mondo virtuale? List of silent musical compositions. This is a list of musical works which consist mostly or entirely of silence. Classical compositions[edit] Some composers have discussed the significance of silence or a silent composition without ever composing such a work.

In his 1907 manifesto, Sketch of a New Esthetic of Music, Ferruccio Busoni described its significance:[1] That which, within our present-day music, most nearly approaches the essential of the art, is the Rest and the Hold (Pause). Consummate players, improvisers, know how to employ these instruments of expression in loftier and ampler measure. The tense silence between two movements—in itself music, in this environment—leaves wider scope for divination than the more determinate, but therefore less elastic, sound.

When Hindemith read that, he proposed a work consisting of nothing but pauses and fermatas.[2] Funeral March for the Obsequies of a Deaf Man (1897) by Alphonse Allais, a French humorist (1854–1905) Twenty-four blank measures. 4′33″ (1952) by John Cage (1912–1992)