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Giardini e natura nelle arti figurative

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Eruption of Vesuvius William Turner Painting. Vesuvius in Eruption - Joseph Mallord William Turner. Vesuvius in Eruption | Yale Center For British Art. Vesuvius in Eruption. John Baskett, Paul Mellon's legacy, a passion for British art : masterpieces from the Yale Center for British Art, Yale Center for British Art, New Haven, CT, 2007, p. 284, no. 89, pl. 89, N5220 M552 P38 2007 OVERSIZE (YCBA) J.M.W. Turner, Tate Publishing, London, 2007, p. 255, fig. 58, NJ18 T85 A12 2007 + (YCBA) Martin Butlin, The paintings of J.M.W. Turner, The Paul Mellon Centre for Studies in British Art, New Haven, 1984, pp. 96-97, no. 132, pl. 136, NJ18 T85 B885 1984 OVERSIZE (YCBA) Painting in England 1700-1850, collection of Mr. & Mrs.

Eric Shanes, The life and masterworks of J.M.W. Andrew Wilton, The life and work of J.M.W. Jonathan Mayne, Taste in Water-Colour, Apollo, v. 77, no. 14, April 1963, p. 293, fig. 6, N1 A54 + (YCBA) , Second copy available in Vertical File : V1168 Emily Dickinson Museum, Angles of a Landscape, Emily Dickinson: Seeing New Englandly, 2010, Not Available at Yale J.M.W.

L'ombra di Poussin. NICOLAS POUSSIN, Et in Arcadia ego (1640 circa), Louvre. NICOLAS POUSSIN, Et in Arcadia ego (1640 circa), Louvre Questo quadro, dipinto da Poussin, tra il 1639 e il 1639, è un esempio importante di Classicismo barocco. Il pittore aveva già affrontato lo stesso tema dieci anni prima e un importante precedente è rappresentato da un quadro omonimo del Guercino (1618): il successo del soggetto è dovuto al fatto che nel Seicento il mito dell’Arcadia permetteva di esprimere l’ideale e razionale serenità del vivere immersi nella ‘bella natura’, velata da un malinconico senso d’illusione. Il dipinto di Poussin rappresenta una scena di pastori, ma non si tratta evidentemente di una riproduzione della realtà contadina: ogni elemento del dipinto, dalle vesti ai gesti pacati delle figure, nobilita la semplicità dei pastori e richiama a un’idea di dignità.

Contro ogni divieto a mescolare generi diversi, Poussin rende sublime in genere umile del mondo pastorale, attraverso uno stile nuovo ispirato a nobile semplicità e quieta grandezza. Et in Arcadia ego. Et in Arcadia ego è un'iscrizione riportata in alcuni importanti dipinti del Seicento, fra cui uno del Guercino, realizzato fra il 1618 ed il 1622. Essa appare anche come iscrizione tombale sul dipinto "I pastori di Arcadia" (circa 1640), del pittore francese Nicolas Poussin. La frase può tradursi letteralmente: "Anche in Arcadia io", dove Et sta per etiam (anche), viene sottinteso: sum (sono presente) o eram (ero). Sembra quindi volersi intendere con l'iscrizione: Origine[modifica | modifica wikitesto] La prima apparizione dell'espressione non si trova nell'antichità classica, bensì in epoca moderna.

La versione di Poussin del 1627 dei Pastori d'Arcadia, in Chatsworth House, rappresentante una tomba differente, con la stessa iscrizione. Versioni scolpite[modifica | modifica wikitesto] Il rilievo di Shugborough, adattato da una scultura della seconda versione di Poussin. Pseudostoria[modifica | modifica wikitesto] Altre citazioni[modifica | modifica wikitesto] ^ W. Nicolas Poussin, Et in Arcadia Ego.

Primavera Botticelli

CASA DEL BRACCIALE D'ORO - (Pompei) L'armilla, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è costituita da una verga che termina con due teste di serpente i cui occhi sono composti da pietre preziose. Le teste tengono nelle fauci un disco sul cui è rappresentato un busto di Selene, sormontata da un crescente lunare e da sette stelle, che regge un velo rigonfio a forma di nimbo. Questo fu rinvenuto in un sottoscala della domus dove si erano rifugiati due adulti con un bambino in tenera età il giorno dell'eruzione del Vesuvio. Evidentemente uno dei due adulti aveva tentato di salvare il prezioso bracciale, un altro fuggiasco portava invece con sé una cassettina in legno e bronzo con 40 monete d’oro e 175 in argento. Ma naturalmente tutti vi trovarono la morte e i loro calchi sono tutt'ora esposti al museo.

La casa venne esplorata in epoca borbonica tra il 1758 e il 1763 e di conseguenza senza metodicità e con grande asporto di oggetti. Dopo l'occupazione della città da parte dei veterani di Silla avvennero dei mutamenti. Horti picti. All'esterno della domus si trova l'hortus, uno spazio con le caratteristiche di un orto-giardino che, nelle grandi ville della Roma imperiale diventa sempre più ampio e articolato.

Nella domus l'hortus è un piccolo tratto di terreno, attraversato da un canale centrale (euripo) ai lati del quale venivano coltivate piante, prevalentemente sempreverdi, come l'alloro e il corbezzolo, alternate ad erbe come l'acanto e fiori. La recinzione è spesso costituita da platani, simbolo della forza e della tenacia, e dai cipressi, capaci di riparare il giardino dal vento. Nella domus pompeiana, ma non solo, le pareti del triclinio sono spesso decorate con i cosiddetti horti picti, pitture che rappresentano piante lussureggianti e uccelli canori, e sono espressione del grande amore dei Romani per la natura.

L'uso delle tecniche illusionistiche permette di realizzare giardini apparentemente di grande effetto realistico, per la precisione ed il dettaglio dei riferimenti animali e vegetali. Horti picti. Pittura romana di giardino. La pittura romana di giardino fu uno dei temi più significativamente sviluppati dai romani nella decorazione parietale. Tipologie[modifica | modifica wikitesto] Esistono poi dei giardini in miniatura, rappresentati come visti dall'alto e inseriti nella stretta predella sotto l'edicola centrale di una parete. Tra i migliori artifici del genere della pittura di giardino c'è quello di creare quinte ottiche che scandiscano in profondità in piani della rappresentazione: il più diffuso di tali artifici è quello di dipingere una bassa recinzione in primo piano (spesso movimentata da nicchie e rientranze) oltre la quale si dispone il giardino vero e proprio; a ciò si possono aggiungere alcuni vialetti interni bordati di vegetazione.

Frequente è la rappresentazione minuziosa di uccelli e di interi cataloghi di piante, delle caratteristiche botaniche molto curate. Tra gli elementi di arredo sono molto frequenti le fontane (labra), le sculture, le erme, le maschere o gli oscilla. Giardini romani. 2011 2012 5 Ciardiello. Arte.eco - Il Legame tra Uomo e Natura nell`Arte. Casa del bracciale d'oro. Affresco dalla casa del Bracciale d'oro. A3 tra mito e natura dalla Grecia a Pompei - Rai Arte.