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Moda

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Untitled. b613cdf727b37f3f8ca79d7a3cdd602e08899f98. 11 Famous Artists Who Created Gorgeous "Vogue" Covers. Vogue Magazine Cover Archive. Vogue covers by artists: Dalí, Andy Warhol, Miró... Vogue has been a mirror of the art movements of each period since the first issue was published in 1892.Their commitment with arts has accompanied fashion on its pages, as there hasn’t been a single year without an artist collaboration, whether they were photographers, painters or sculptors.

Vogue covers by artists: Dalí, Andy Warhol, Miró...

Maybe the most known works are the photographs from genius such as Helmut Newton, Richard Avedon, Irving Penn, Henri Cartier-Bresson or Herb Ritts (in fact, Vogue was the first magazine to publish a photograph on a cover). But there’s also been great painters that created masterpieces for the cover of Vogue, such as Dalí, Miró, and Andy Warhol. During the first years of the magazine the most usual illustrators were Georges Lepape, Bonnie Cashin, Ethel Wright, Eduardo García Benito… Impeccable drawings that reflected the collections of the season, but also represented the art trends. The covers from the 20′s are inundated with the art-decó spirit, they are my favourites. André E. L'immagine di moda. Le prime riviste di moda in Italia. Frutto di un'idea di Caterina Lattanzi, il Corriere delle dame non era solo moda ed è proprio a questa caratteristica che fu, probabilmente, legato il suo successo.

Le prime riviste di moda in Italia

Moda, certo, ma anche politica, cultura, attualità ebbero un posto fra le sue pagine. Nata e vissuta in un periodo turbolento per la storia italiana, dal 1804 al 1874, la rivista non mancò di registrarne ogni sfumatura. Vogue covers by artists: Dalí, Andy Warhol, Miró... Vogue Cover Averages - the goggles do nothing. One of the projects I’m working on is a computational analysis of a long-running American fashion magazine, Vogue.

Vogue Cover Averages - the goggles do nothing

11 Famous Artists Who Created Gorgeous "Vogue" Covers. Surrealismo. È il mondo allegorico e misterico dei Surrealismo, quello da cui Steven Meisel ha preso ispirazione per il servizio di copertina del numero di febbraio 2012 di Vogue Italia.

Surrealismo

Un plot immaginario che si nutre di simboli e chiaroscuri dai risvolti inquietanti e ironici, di una rappresentazione speculare e metamorfica, una Wunderkammer intessuta di imprestiti psicanalitici e di una valenza onirica nebulosa e radiante, enigmatica e freddamente sofisticata. Gli anni 30 del Novecento, quelli in cui il movimento Surrealista raggiunge l'apice della propria parabola, sono un periodo storico straordinariamente fervido di invenzione e sperimentazione artistica, ma anche denso di presagi oscuri e di derive che in breve riveleranno la loro portata esplosiva e fatale. Questo accade quando l’Arte incontra la Moda: DALI’ PER VOGUE.

29 maggio 2012, ore 10:21, postato da GiuliaAnnicchiarico “Ho sempre visto quello che gli altri non vedevano; e quello che vedevano loro io non lo vedevo.”

Questo accade quando l’Arte incontra la Moda: DALI’ PER VOGUE

S.Dalì Ieri ho scovato queste bellissime illustrazioni, fatte da Salvador Dalì nei primi anni ’40 per tre cover di Vogue, all’interno della mostra dedicata al grande artista presso il Vittoriano di Roma. VOGUE: Breve storia di una bibbia della moda. 2 giugno 2012, ore 13:29, postato da GiuliaAnnicchiarico Qualche giorno fà ho potuto ammirare e fotografare le illustrazioni fatte da Salvador Dalì, per la rivista Vogue ( vedi Questo accade quando l’Arte incontra la Moda: DALI’ PER VOGUE ) nei primi anni ’40.

VOGUE: Breve storia di una bibbia della moda

Allora mi è venuta voglia di conoscere meglio la storia di quella che, ancora oggi, è una delle più autorevoli ed influenti riviste di moda. Quando Arthur Baldwin Turnure la fondò nel 1892, Vogue era una piccola rivista settimanale rivolta all’alta società newyorkese. Giornalismo di moda. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Giornalismo di moda

Il giornalismo di moda si sviluppa in Francia a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, inizialmente tra le élite europee nobili e borghesi, in seguito anche tra i ceti medi. Vogue (periodico) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Vogue (periodico)

L'edizione statunitense della rivista, edita in lingua inglese, è diretta dalla giornalista britannica Anna Wintour. Vogue è edito in altre 18 edizioni nazionali per complessive 14 lingue: oltre all'inglese (Australia, India e Regno Unito) figurano spagnolo (Messico e Spagna), portoghese (Brasile e Portogallo), cinese, tedesco, giapponese, coreano, francese, italiano, neerlandese, russo, thailandese, turco e ucraino. "Fronte Del Libro" (FDL): contiene principalmente articoli e notizie di moda, oltre a una sezione dedicata alla cultura e a rubriche che si occupano di: cibo, salute, bellezza e fitness. In questa sezione si trovano anche due rubriche molto seguite: Vita con André scritta dall'esperto di moda André Leon Talley e Appunti di Norwich, scritto dal cronista mondano ed editor, William Norwich.

"Pozzo" o Centro Del Libro (CDL): alterna moda e interviste a stilisti, artisti e personaggi celebri. Le principali aree tematiche sono: Quadri d'arte. Come un arcobaleno nel cielo, l’estate si accende di colori: sui tessuti, e su di noi, si materializzano stampati oltremodo pittorici.

Quadri d'arte

Pennellate o spruzzi di bombolette spray contagiano la moda, invadendo una città mentale non solo rossa come il cielo, ma anche gialla, verde o turchese, con il grigio e le polveri ad accoglierli, sullo sfondo che si fa metropolitano, pur se a trama camouflage. Aree compositive nei chiaroscuri di Mary Katrantzou, forti contrasti a creare giochi ottici: simmetrie indossate a titolo cromatico, asimmetrie sfoggiate a titolo sinfonico.

Immaginiamole su un’odierna Grace Slick, vocalist dei Jefferson Airplane e icona del rock più psichedelico, le pennellate che abitano i modelli di Basso-Brooke: tocchi che ricordano il passaggio tra simbolismo e astrazione, tra alcune tele di Kandinsky e il nostro guardaroba. Più vicino all’estetica del costruttivismo russo, l’abito Aquascutum, la cui libertà cromati a intesse grafiche armonie. 92 0 0 Google +0. Surrealismo. Tutte a rappresentare l’estetica del marchio.

Surrealismo

Surrealismo & british style per una recente collezione uomo di Rossella Jardini, direttore creativo che filtra la Moschino ironia con omaggio a Magritte: bombetta, ombrello & frack su t-shirt in cotone, piccole rose-decoro sui gessati, giacche con stampe trompe d'oeil. Sbriglia la sua vena surreale Jean Paul Gaultier, nei panni di costumista, quando si fa artefice dei fiabeschi e molto gotici personaggi de Il quinto elemento di Luc Besson. E ancora moda… Gli enormi bottoni o le farfalle che decorano giacche, abiti e cappotti dell’inverno 2007-08 di Benjamin Cho: mani applicate sulle spalle degli abiti fingono di reggere, come se fosse una borsa, il miniabito che s’indossa.

Sono surrealiste le camicie e le gonne con mani applicate e gli abiti con secondo abitino alla Alice cucito sul davanti, firmati Rei Kawakubo. E le applicazioni in stoffa che formano buffe facce sui miniabiti di Louise Gray. Influenze del Surrealismo nella moda: il caso di Elsa Schiaparelli. Di Eglantine Quando lessi L’altra metà dell’avanguardia di Lea Vergine, mi resi conto di quanto per le avanguardie siano state fondamentali straordinarie figure femminili “sperimentatrici geniali, infaticabili promotrici della cultura..Partigiane.

Allogene e meteche…Molte di esse ebree, altre omosessuali, altre ancora non estranee al mondo della pazzia per aver attraversato la pazzia del mondo: tutte le devianze insieme hanno fruttato una somma di eccellenti eversioni. Qui non c’è posto per stucchevoli madrigali o per leziose semplicerie di collegio; qui è palese una forza squassante, ragione di schianti e di esaltazioni. Il che sta a significare il vigore di una posizione rivoluzionaria e non rivoltosa che ha innovato, con pienezza di autocoscienza”. Un simile impatto dovette averlo la figura di Elsa Schiaparelli nel mondo della moda. A New York incontrò e frequentò i protagonisti dell’avanguardia dadaista come Man Ray e Duchamp. Like this: Like Loading... Moda in “Enciclopedia delle scienze sociali” Moda Enciclopedia delle scienze sociali (1996) di Ann-Mari Sellerberg Moda sommario: 1. Introduzione. 2.