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Aprire un ristorante a casa: idee e consigli. È la moda del momento: fare di casa propria un ristorante pop up in cui ospitare (a pagamento) perfetti sconosciuti che, invece di andare in questo o quel locale, scelgono un appartamento privato e una cucina home made per una serata conviviale diversa dal solito. Se anche voi aspirate a diventare ristoratori amatoriali, ci sono alcuni punti sui quali riflettere.

Perché non basta saper cucinare. Aprire un ristorante: perché lo fanno tanti italiani e perché chiudono subito Di recente avete deciso di aprire un ristorante o un bar? Ok, non vogliamo fare i menagramo, ma c’è il 27…segue Per il successo di un social dinner, occorre sfoderare doti organizzative, molta pazienza e una certa dose di savoir-faire. Senza aspettarsi (o almeno, non da subito) lauti guadagni ma accontentandosi le prime volte di aver portato a casa (letteralmente) una serata riuscita, e tanti complimenti allo chef.

Non avete la benché minima intenzione di fare di casa vostra un ristorante? [Disclaimer. Come faccio io? Il Ministero dello Sviluppo Economico sugli home restaurant. Ecco il responso - Gambero Rosso. Cibo social, tate condivise e meno auto Così la sharing economy ci cambia la vita. Addio possesso, benvenuto accesso libero e senza limiti. Una connessione, la voglia di condividere e risparmiare, un servizio con molti utenti e pochi costi e il gioco è fatto. Per voglia di sentirsi comunità, per rispondere in maniera intelligente alle risorse limitate, ecco che la sharing economy applicata alla realtà diventa contagiosa. Le idee e le imprese si moltiplicano: sono 250 le piattaforme collaborative on line secondo una ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Non c’é settore escluso da questa rivoluzione: turismo, trasporti, abitare (il boom di Airbnb con oltre 500 mila annunci nel mondo) e poi esperienze di autoproduzione, scambio di denaro, network di condominio e quartiere, forme di baratto tra privati e fabbricazione digitale. Dal 2011 a oggi i numeri sono più che triplicati. Dalla mobilità con l’invasione dei servizi di carsharing per chi non vuole più un'auto di proprietà, fino alla badante e le pulizie di condominio. Un po’ come succede per i portieri. MANGIA, GODI, (PAGA) E BE SOCIAL. - Sociart Network. Gluten-Free, Juicing & Veganism: Marketing Strategies Behind 3 Major Diets.

Vegan. Gluten-free. Paleo. Juicing. Mediterranean. Whether you abide by them or not, there's no arguing that many diets have grown immensely popular in ways that aren't so different from widely worn shoe brands or your favorite wearables. We have a long history of food faddism in the U.S. and Europe. In the 1920s and 1930s, an all-grape diet was popular among wealthy women in the U.S. and France.

Though they may not follow the same rules of yore, many people still participate in lifestyle diets, some with more substance and staying power than others. What have companies espousing current popular diets done to market their lifestyle to consumers? Gluten-Free Quick refresher: "Gluten-free" refers to a diet free of gluten. A few years ago, gluten-free products were mostly unheard of. And the market for gluten-free products is only growing.

But where are all these sales coming from? Today, 39% of food companies manufacture gluten-free products, up from only 15% in 2009, according to Mintel. Pelle a base vegetale: rivoluzione vegan per scarpe e borse - Vegolosi. Un prodotto che ha le stesse caratteristiche della pelle ma è ricavato completamente dalle piante: questa la sfida a cui sta lavorando Richard Wool, ingegnere chimico e biomolecolare dell’Università del Delaware, insieme al suo team di ricerca. L’obiettivo è quello di creare una vera alternativa ecologica alla finta pelle (da non confondere con l’eco-pelle che è di origine animale) che ultlizza, solitamente, resine poliuretaniche spalmate su altri tessuti con gravissimi danni ambientali sia durante la lavorazione che per lo smaltimento. Mais, soia e fibra di cotone sono alla base degli esperimenti condotti da Wool, i cui risultati fanno già gola ad aziende come Puma e Nike che stanno, a quanto riferito dalla stessa università, lavorando con dei campioni di questo nuovo tessuto per sperimentarne durata, morbidezza e possibilità di utilizzo.

Cookie cutters and other 3D printed items by Printmeneer on Etsy. I biscotti typografici dal 3D al forno. La tradizione dei biscotti casalinghi si rinnova e lo fa attraverso uno degli strumenti più moderni e divertenti. La stampante 3D. Grazie a questo nuovo strumento creativo in molti si sono lanciati nella creazione dei più diversi oggetti. Non ultimi, gli stampi per biscotti. Oggetti tutto sommato semplici da realizzare e stampare in 3D ma che danno a chi di biscotti se ne intende, una vasta gamma di possibilità creative. Su Etsy ad esempio trovate l’ottimo Printmeneer che ne realizza di bellissimi. Ovviamente non potevamo non soffermarci sulla serie di caratteri da stampa (dall’Helvetica al Baskerville, passando per Garamond e Futura…) e a quanto si possa declinare la buona tipografia anche nei biscotti. Buon appettito! La cioccolata tipografica del Museum of Letters Berlin.

Typographic Chocolate è un progetto dell’University of Applied Sciences Berlin che ha lo scopo di creare un prodotto “tipografico” per il Museum of Letters Berlin. Gli studenti, sotto la guide del Prof. Jürgen Huber, hanno ideato in gruppo differenti prodotti fortemente correlati alla struttura museale che si dedica anche di conservare la grafica del lettering. Lisa-Marie Peters and Christian Pannicke hanno dato vita ad un prodotto fortemente correlato al museo come un souvenir economico da portarsi a casa dopo la visita. Come affermano gli stessi in Behance: Può essere venduto anche a prezzo basso e può essere riproducibile anche in piccole edizioni o prodotto in serie. Abbiamo disegnato la tavoletta di cioccolato, il packaging e la presentazione nello shope del museo. L’oggetto è pensato per i visitatori del museo amanti del design, che apprezzeranno il prodotto artigianale.

Qui di seguito una ricca gallery! Scelgo Bio - Photos du journal. 4MQ - accà vineria. Foodblogger più famosi: le pagina e i blog di cucina più seguiti sui social. Chi sono i foodblogger più famosi e seguiti, quelli che creano più engagement, ovvero coinvolgimento, sui principali social network? A scavare nei meandri dei numeri, dei like e dei follower Upagrade Me, grazie a Secret Key, è riuscito a rispondere all'annosa domanda: chi è più seguito nell'ambito dei blog di cucina? Ricett-O-Matic. Home. AssoVegan, Associazione Vegani Italiani Onlus. Home. Home.