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Sicurezza prodotti. Norme europee sicurezza prodotti. Comando Carabinieri per la sicurezza dei prodotti. Nass. Sicurezza web. CONSIGLI PER UN COMPUTER SICURO. Cyberbullismo. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il contenuto di questa e-mail è un esempio di cyberbullismo Il cyberbullismo o ciberbullismo (ossia «bullismo online») è il termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto e sistematico attuato mediante la rete. Il termine cyberbullying è stato coniato dall'educatore canadese Bill Belsey. I giuristi anglofoni distinguono di solito tra il cyberbullying (cyberbullismo), che avviene tra minorenni, e il cyberharassment ("cybermolestia") che avviene tra adulti o tra un adulto e un minorenne[1]. Tuttavia nell'uso corrente cyberbullying viene utilizzato indifferentemente per entrambi. Come il bullismo nella vita reale, il cyberbullismo può a volte costituire una violazione del Codice civile e del Codice penale e, per quanto riguarda l'ordinamento italiano, del Codice della Privacy (D.Lgs 196 del 2003).

Oggi il 34% del bullismo è online, in chat, quest'ultimo viene definito cyberbullismo. Tipi di cyberbullismo[modifica | modifica wikitesto] RISCHI E PERICOLI NEL WEB. Come difendersi dai sistemi di intrusione. Rischio. Sport. Infortunio fisico. Sport estremo. Calamità naturali. Vulcani. Eruzione vulcanica. Definizione del vulcano. Descrizione del rischio.

Terremoti. Terremoto. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Schema di cosa genera un terremoto. L'improvviso spostamento di una massa rocciosa, di solito non superficiale, genera le onde sismiche che raggiungono in breve tempo la superficie terrestre facendo vibrare gli strati rocciosi e i terreni soprastanti. In geofisica i terremoti (dal latino terrae motus, cioè "movimento della terra"), detti anche sismi o scosse telluriche (dal latino Tellus, dea romana della Terra), sono vibrazioni o oscillazioni improvvise, rapide e più o meno potenti, della crosta terrestre, provocate dallo spostamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo. Secondo il modello della tettonica delle placche il movimento delle placche è lento, costante e impercettibile (se non con strumenti appositi), ma modella e distorce le rocce sia in superficie che nel sottosuolo.

Descrizione[modifica | modifica sorgente] Mappa delle zone sismiche terrestri Cause[modifica | modifica sorgente] Tipi di faglie[modifica | modifica sorgente] Frane. Frana. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Con il termine frana si indicano tutti i fenomeni di movimento o caduta di materiale roccioso o sciolto dovuti alla rottura dell'equilibrio statico preesistente ovvero all'effetto della forza di gravità che, agendo su di esso, supera le forze opposte di coesione del terreno.

Descrizione[modifica | modifica sorgente] Le frane possono dare luogo a profonde trasformazioni della superficie terrestre, e a causa della loro alta pericolosità, in alcune aree abitate, devono essere oggetto di attenti studi e monitoraggi. Lo scopo dello studio delle frane è quello di essere in grado di prevedere un loro movimento o comunque se non fosse possibile bloccare la caduta del materiale tentare di deviarne o rallentarne la corsa tramite l'utilizzo di particolari strutture di ingegneria naturalistica, oppure, nei casi "inoperabili", approntare Piani di Protezione Civile finalizzati a sgombero preventivo, temporaneo o definitivo.

Frana di scivolamento Frana di colamento. Dissesto idrogeologico, 26 anni fa il disastro della Valtellina. Mercoledì 17 luglio 2013, 12:34 Sono passati 26 anni dal drammatico luglio 1987, quando la Valtellina venne colpita da un disastro idrogeologico di enormi proporzioni. Le frane e le esondazioni provocarono 53 morti, migliaia di sfollati e la distruzione di interi centri abitati, strade e ponti. Tutto iniziò nella giornata del 15 luglio, quando la formazione di una depressione atlantica nel sud dell’Islanda creò le condizioni per i primi forti temporali sulle Alpi, come viene descritto sul sito di Meteo Valtellina che ricostruisce le condizioni meteorologiche di quei tragici giorni. Nei giorni successivi la depressione scese verso il centro Europa e, il 17 luglio, i temporali iniziarono a colpire fortemente l’area alpina in provincia di Sondrio e in tutta la Lombardia. Il 18 luglio si registrarono fenomeni piovosi estremi, fra cui il picco record di precipitazioni presso il Lago di Scais, in Val Caronno.

In 24 ore caddero ben 305 mm di pioggia. Tsunami. Maremoto. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Di solito un maremoto si genera in mare aperto dove l'onda rimane poco intensa e poco visibile e concentra la sua forza in prossimità della costa quando l'onda si solleva e si riversa più o meno dentro l'entroterra (una barca in mare aperto può anche non accorgersi del passaggio di un'onda di maremoto).

L'intensità di un maremoto dipende dalla quantità di acqua spostata al momento della formazione del maremoto stesso, intensità valutabile quando l'onda raggiunge le coste: in generale un'onda di maremoto che lungo la costa non supera 2,5 m in altezza non provocherà grandi danni e i suoi effetti non saranno pericolosi, mentre un'onda di oltre 4–5 m in altezza sarà distruttiva per la costa investita. L'altezza delle onde di uno tsunami a confronto dell'altezza di un uomo Caratteristiche[modifica | modifica sorgente] Schema di un maremoto Modellino rappresentante l'onda frangente di uno tsunami Propagazione[modifica | modifica sorgente] Video Onda a Fukushima tsunami Giappone Onda di 10 metri video diretta. Uragani. Japanese Tsunami | The Mother Wave. Alluvioni in Italia. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Lista delle principali alluvioni e inondazioni avvenute in Italia. Alluvioni e inondazioni avvenute in Italia tra il 2000 e il 2014[modifica | modifica sorgente] Alluvioni e inondazioni avvenute in Italia fra il 1947 e il 1999[modifica | modifica sorgente] Alluvioni e inondazioni avvenute nel Regno d'Italia fra il 1861 e il 1946[modifica | modifica sorgente] Alluvioni e inondazioni avvenute sul territorio italiano in periodi remoti[modifica | modifica sorgente] Note[modifica | modifica sorgente] Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Ciclone tropicale. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. {{ dall'oceano alimentandosi poi grazie al calore latente di condensazione liberato nell'aria dal vapore acqueo in condensazione. Sono diversi da altre tempeste o vortici atmosferici (es. cicloni extratropicali) proprio perché hanno un diverso meccanismo di alimentazione dell'energia.

I cicloni tropicali, per questo, si formano sull'oceano vicino all'equatore, a circa 10° di latitudine di distanza da esso, spostandosi poi verso alte latitudini del rispettivo emisfero fino ad esaurirsi più o meno lentamente trasformandosi in comuni cicloni extratropicali. In relazione all'entità e alla zona geografica di formazione di un ciclone tropicale, esso è chiamato in modo diverso: uragano, tifone, tempesta tropicale, tempesta ciclonica, depressione tropicale o semplicemente ciclone.[1] Terminologia[modifica | modifica sorgente] Depressione tropicale[modifica | modifica sorgente] Tifoni[modifica | modifica sorgente] Etimologia[modifica | modifica sorgente] Rischi d'incendio. Incendi. Definizione di incendio. Rischio industriale. Rischio industriale.

Strada. Dati ISTAT incidenti stradali 2000\2012. Luoghi di lavoro. Rischi sul posto di lavoro: valutazione dei fattori di rischio | ANFOS. Negli ultimi tempi, il concetto di rischio nei luoghi di lavoro è stato allargato e si è legato ad altri concetti, quali fonte di pericolo, fattore di rischio ed entità di rischio. Le aziende devono adottare metodi e strumenti idonei a predisporre una precisa valutazione dei rischi, seguendo le indicazioni fornite dal coordinamento tecnologico per la prevenzione dell’amministrazione regionale in materia di sanità, sulla base delle direttive comunitarie. Il percorso che le aziende devono seguire per valutare correttamente la presenza dei rischi, e per compilare il documento che obbligatoriamente ne deriva, può essere illustrato come segue: Individuazione dei fattori di rischio: Le linee comunitarie prevedono due tipologie di rischio, quelli conosciuti, i quali sono di semplice individuazione e permettono di rilevare facilmente le misure di controllo, e quelli poco identificabili, per i quali è necessario compiere maggiori controlli ed ispezioni.

Calcolo dell’entità delle esposizioni: Strada. La sicurezza a scuola. Di Gabriele Primativo Con la locuzione Legge 626 si intende, in Italia, un decreto legislativo introdotto nel 1994 per regolamentare la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il decreto non fu il primo a regolamentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, presente sin dagli anni cinquanta, ma superò alcune leggi precedenti, dando una forma organica alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, pur non abrogandole formalmente. (fonte: wikipedia) Le prime leggi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro furono introdotte in Italia nel 1942 nel codice civile mentre le prime leggi specifiche sull'argomento risalgono agli anni cinquanta. Con aggiornamento annuale, sono seguiti altri decreti di chiarimento e di miglioramento oltre a leggi regionali.

Altra novità introdotta dal D.Lgs. 626/94 è l'introduzione di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (art. 18) che deve essere eletto dai lavoratori stessi e deve essere consultato preventivamente in tutti i processi di valutazione dei rischi. 1. Regole. Protezione civile. Dipartimento della Protezione Civile. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Esso si occupa a livello nazionale della previsione, prevenzione, gestione e superamento di disastri, calamità, umane e naturali, di situazioni di emergenza, di eventi straordinari ed in generale anche ad attività di difesa civile. Può anche avvalersi della collaborazione dei soggetti operanti nell'ambito del servizio civile nazionale. L'attuale capo del Dipartimento Nazionale è l'ex prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli. Storia[modifica | modifica sorgente] Classificazione sismica del territorio italiano, a cura del Dipartimento della Protezione Civile, nel 2012. Prima della costituzione di un servizio statale di protezione civile vero e proprio, un servizio di soccorso pubblico non era previsto a livello legislativo, essendo rimesso alla discrezione di privati e di organizzazioni non statali né pubbliche; solitamente era l'esercito che forniva un primo intervento nelle aree interessate da disastri.

La riforma del 2012[modifica | modifica sorgente] Composizione. Forze armate. Forze speciali. Polizia (Italia) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Le forze di polizia italiane , sono dei corpi di polizia della Repubblica Italiana. Alla definizione delle funzioni di polizia non corrispondono nell'ordinamento giuridico italiano autonome autorità di polizia, deducendosi per questa delega l'accentramento decisionale in capo al governo, che tipicamente le delega a sua volta al ministero dell'interno, presso il quale è incardinato il Dipartimento della pubblica sicurezza.

Ma proprio a questa carica è stata aggiunta, anche nel nome, un'attribuzione più evocativa dell'interpretazione ordinamentale della funzione, poiché il Capo della polizia è anche "direttore generale della pubblica sicurezza" con autorità su tutte le forze di polizia italiane. Proprio nella focalizzazione sulla "pubblica sicurezza" si ha quindi una gerarchia di autorità indirettamente ammesse alla gestione delle funzioni di polizia in Italia.

La polizia locale è composta dai corpi (o servizi) di: Strada. Definizioni regole stradali. Cartelli stradali. Certificazioni di conformità. Definizione di certificato di conformità. Mezzi di trasporto. Guida in stato di ebrezza: falsi incidenti a far da monito. 4-720705. Incidenti_posti_sicuri_aereo_2_280. INCIDENTI AEREI MORTALI!